A kathmandu

Ammettiamo che sia vero.
Che tutto quello che leggo da qui, dall’Australia, sulla Lega sia vero.

E’ disarmante perché hai studiato. Si, puoi dirlo forte e finalmente vantartene. Con i soldi dei tuoi genitori, anni di sacrifici, sia di loro che tuoi. Perché la tua famiglia ti ha insegnato dei valori, si, che sono quelli critistiani, e nei vai fiero, anche se gli altri pensano che sei un fondamentalista cristiano. Perché tu li metti in pratica. Perché pensi che la frase “chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei” sta prendendo proprio una brutta piega se tende a giustificare qualunque azione. Ho voglia di urlarlo, di ribadirlo, di scagliare pietre.

Quanto spaventa la parola valori. Spaventa le coscienze postmoderne, che si permettono di parlare di ladri e rubare, che si permettono di parlare di fedeltà e mentire, che si permettono di parlare di castità e tradire. Quanto mi fanno pena le coscienze postmoderne. Una pena infinita, indescrivibile. Così scisse, così separate, che sono quello e quest’altro insieme, che parlano di questo di quell’altro insieme, che deridono le coscienze monolitiche in una società liquida. 

Cosa dovremmo fare. Cosa hanno fatto i figli di nessuno nel luglio del 1789? Mi sbilancio, mi sono già sbilanciato, avevano ragione e hanno fatto bene. Gli articoli dei direttori mi fanno sorridere. Io sono dovuto fuggire per sopravvivere, caro direttore. Perché ho sentito troppe volte dire “lo fanno tutti” come giustificazione. Bene, che tutti si aspettino il lancio delle prima pietra dietro la schiena. 

Come fanno, come fanno a guardarsi allo specchio le coscienze postmoderne? Voglio urlare che io posso, che io posso alzarmi la mattina e guardarmi allo specchio e vedermi invecchiare lavorando, senza passare per quello immodesto, presuntuoso e arrogante. E’ la verità. Anzi, dimostrate il contrario. Il vero problema è l’amicizia. Rinuncerei anche a quella per tutelare i valori in cui credo. Dove sono finiti? Gli abbiamo venduti? In cambio di cosa? Cosa stiamo aspettando? Continuiamo a dire che tutti fan così, continuiamo ad insegnare questo. Che pena infinita. 

Ma poi, finalmente, ti senti libero, libero come nessun altro. E anche questo posso dirlo. Ti senti puro, puro come nessun altro. Ti senti libero di pensare e di dire quello che pensi perché corrisponde perfettamente a quello che sei. Perché i tuoi ideali coincidono e si sovrappongono con le tue azioni. Ed è bello perché spaventa chi non è libero come te per raggiungere cose che per te non hanno alcun valore

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One thought on “A kathmandu

  1. Giorgio D.M.T. ha detto:

    chapeau. che non son sicuro si scriva cosi’. ma non ho nessuna intenzione di andare a “checkkare” su Google.

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