La malattia

2:00 am – Mi ricordo ancora quando da adolescente mi recavo a scuola ridotto come uno straccio dal reffreddore e dalla sinusite perché sapevo che c’era un compito di matematica che non potevo saltare. Forse mi è rimasto impresso perché il mio professore di matematica me lo faceva notare. Non mi importava come stavo. Ho sempre avuto un carattere intransigente e un po’ despotico, prima di tutto con me stesso. E’ stato e sarò motivo di sofferenza e soddisfazione un carattere del genere. 

Mi ricordo ancora che i miei malanni erano talmente forti e potenti, diciamo pure fuori dal comune, da meritare innumerevoli soprannomi a riguardo, prima fra tutti malaticcio. Leggevo degli indiani d’America che morivano per un raffreddore e mi sentivo vicino ai loro problemi.

Con la febbre alta ed il raffreddore forte, quasi da non respirare, provo a distendermi ed è allora che inizio a mescolare il sogno con la realtà, a non distinguere dove finisce uno e inizia l’altro. E’ allora che cominciano le allucinazioni. Inizio a confondere vite passate e presenti, pensando che tutto questo, compreso il malanno, sia solo un sogno da cui io mi debba risvegliare tra poco. Tutte le cose o persone intorno a me, dalla più vicina alla più lontana, sembrano precarie e illusorie: la stanza in cui mi trovo, l’inquilino del letto di sotto, la città in cui vivo, il lavoro che faccio, la vita che conduco. Precario e sorprendentemente facile, transitorio, senza che mi provochi alcun problema o senso di impotenza/fallimento messo in confronto alla malattia. E’ allora che mi sembra quasi di scorgere una soluzione, di vedere tutto con più lucidità. 

Costantemente questo succede. Questi malanni non mi hanno abbandonato del tutto, anzi si ripresentano a cadenze regolari con la stessa intensità di un tempo, come se fossero parte integrante di me a cui non ci fosse rimedio, con cui ho imparato a convivere per diversi giorni all’anno. Forse, se non si presentassero più, mi stupirei e inizierei a preoccuparmi. Dopo la preoccupazione di un tempo, il loro significato sembra essere tramutato: rendono tutto più leggero, quasi insignificante, superfluo e fluido. 

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