Sulla cucina tradizionale

Ultimamente sto provando una cucina e del cibo che non conoscevo. Ho scoperto il Bibimbap, il Bulgogi e il Kimchi, tipici piatti della cucina coreana che ho iniziato ad apprezzare. Ho iniziato a comprare anche ingredienti che prima non usavo mai, come il mango o l’avocado: al primo approccio è stato difficile persino capire come utilizzarli, tagliarli e unirli a qualcosa che già conoscevo per farne un piatto nuovo. Devo dire che la pasta con il tonno e l’avocado la proverò di nuovo, e forse non è nemmeno questa grande novità.

Tutto questo sperimentare mi ha fatto riflettere su come, anche da come trattiamo le nostre tradizioni culinarie, emerge il nostro declino. Siamo chiusi a nuove sperimentazioni e a nuovi prodotti. Ci arrocchiamo sempre più a difesa di qualcosa che consideriamo tradizionale, senza ricordarci da dove arriva la “nostra” tradizione. Penso a tre ingredienti che sono sufficienti. Il pomodoro (indispensabile per la pizza), il mais (con cui si fa la polenta) e il caffè (chi non conosce l’espresso o il cappuccino?). Tutti provengono dall’estero: i primi due dall’America, il terzo dall’Africa. Tutti sono giunti in Europa quando Venezia era la porta d’ingresso per spezie di ogni genere e cibi sconosciuti,  quando eravamo più ricettivi alle contaminazioni dall’esterno, più curiosi nei confronti delle novità e di ciò che non conoscevamo, forse quando eravamo migliori. Circa cinquecento anni fa non si sapeva nemmeno l’esistenza di queste piante dalle nostre parti, ed ora l’uso che se ne fa nella cucina italiana viene riconosciuto, da noi e dall’estero, come la nostra tradizione culinaria.

Dobbiamo aprirci, non c’è altra soluzione. Dobbiamo tornare ad essere curiosi dei cibi che non conosciamo, voraci di piatti cinesi, thailandesi, coreani, etiopi, pakistani e nepalesi. Dobbiamo sperimentare, lasciarci andare alle contaminazione e alla fantasia, usare nuove piante, radici e frutti per creare abbinamenti unici come un tempo avevano fatto con successo i nostri antenati, che hanno creato dei piatti conosciuti in tutto il Mondo.

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