Connections

Una conoscente mi ha mandato due numeri di Internazionale che, dopo qualche mese, ho trovato il tempo di leggere e sfogliare. Si parlava dell’incontro di Davos, raccontato da Carrère di cui ormai, dopo Limonov, voglio leggere tutto; e si parlava anche di come, le teorie scientifiche cambiano sempre più rapidamente, perché le scoperte fatte anni fa erano approssimative o sbagliate, e quindi bisogna tenersi aggiornati, perché quelle che consideriamo verità a volte non lo so, o sono contingenti, finché non arriva qualcuno che dimostra che le cose non stanno così, ma diversamente. 

Mi viene in mente sempre la cara vecchia Economia, quando ci veniva insegnata come quarant’anni fa su banchi di scuola e dell’Università, con il modello IS-LM ripudiato dal suo stesso autore, Hicks, in un articolo di dieci anni dopo, senza che nessuno tra i docenti ne facesse mai menzione, per poi avere l’imbarazzo di scoprirlo da soli ed iniziare ad essere veramente, ma veramente confusi. 

Ma a parte questo, che fa comunque un po’ male, e la dice lunga sull’insegnamento di certe cose, mi ha colpito il passaggio di un altro articolo, sul filosofo contemporaneo (per ora, diamogli queste definizione) Žižek: 

Per tornare all’esempio dell’immigrazione, Žižek procederebbe convenendo che le posizioni della destra vanno prese sul serio, non come segnali del bisogno di promuovere una cultura più omogenea, di preservare i posti di lavoro in patria o di impedire agli stranieri di gravare sullo stato sociale, ma come sintomo delle contraddizioni dirompenti del capitalismo.

Magari, a tanti, non può sembrare illuminante, ma il principio, che sta alla base di questo ragionamento, è questo: se non ce la faccio, non ce la faccio proprio ad arrivare a fine mese, sono da solo, disperato, e non ho intenzione di ammazzarmi, allora tanto vale affiliarsi con quelli che definiamo movimenti fascisti, estremisti, o definiamoli come vi pare (magari sarebbe più corretto movimenti popolari) perché mi dicono che, una volta che starò con loro, avrò un lavoro, avrò una casa, avrò di che vivere, avrò protezione. Non mi sembra un ragionamento tanto perverso.

Allora, procedendo nell’analisi, se dovrò capire questi movimenti, forse non mi devo limitare a liquidarli in quattro e quattr’otto come derive estremiste, come ignoranti che hanno bisogno di più cultura, è cosa da stolti. Per capire il movimento (Polanyi) dobbiamo capire le cause alla base della sua origine. La precarietà, il senso di insicurezza, il senso di perdere il lavoro, la fame, la paura. Sensazioni e sentimenti giustificabili. Come mai ci sono questi sbalzi, cosa li produce, come possiamo impedirli o superarli? E’ li che dobbiamo puntare il nostro obiettivo.  

Mi divertono le posizioni della sinistra, dei radical, che stanno lì a fare distinguo e discrimini senza immergersi effettivamente nella questione e senza dare risposte alle domande delle persone. “C’è più bisogno di cultura” sembra essere il motto. Come se fosse facile parlare di cultura (un’altra bestia nera o animale dalle mille teste per definizione, raggio d’azione, significato) quando non si ha il culo parato.

E’ evidente ormai a tutti che c’è qualcosa che non va per come abbiamo impostato questo sistema. A volte non possiamo farci nulla, a volte, mi domando, dipende anche da noi, fautori di azioni che lo alimentano, che consideriamo ingiuste ma giustifichiamo dicendoci e dicendo “e io che ci posso fare, è la mia posizione, non posso farci nulla, tanto va così”. No, non è abbastanza, non mi basta, non è sufficiente come giustificazione. Non possiamo agire come conniventi o collusi. Alla fine ce ne accorgiamo solo quando la cosa ci tocca (o per meglio dire ci scotta!) da vicino. Riflettiamoci. 

 

 

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4 thoughts on “Connections

  1. Anonimo ha detto:

    non credo che si dovrebbe smettere di insegnare il modello IS-LM (o altri modelli economici), solo perché non sono in grado di descrivere i fenomeni economici. E’ più preoccupante che nella maggior parte dei libri di Economia scarseggino riferimenti al mondo reale, mantenendo un approccio analitico che non aiuta poi collegare le rette dei grafici che si spostano a quello che succede nel mondo reale. Ciò vale per moltissime altre materie, che vengono trattate “a compartimenti stagni”.
    Purtroppo penso che anche persone che arrivano a fine mese senza stenti, siano tentati da idee fasciste o estremiste, semplicemente perché sono abituate a diffidare o sospettare del diverso.

    • australopiteko ha detto:

      e allora, se pensiamo che non sia corretto continuare a trattare la realtà a compartimenti stagni, perché continuiamo a farlo? dovremmo sforzarci di capire il mondo che ci circonda, e non rinchiuderci dentro ragionamenti che “funzionano” ma non lo rappresentano.
      come mai, chi può, non alza la manina, e dice: forse non è così, ma è solo una grande messa in scena?
      io non lo so, non ho le risposte, mi stupisco di come lasciamo che le cose accadano, siamo accondiscendenti, compiacenti, anche se non le condividiamo. forse bisogna accettare i compromessi, imparare a conviverci. e’ una cosa che io, purtroppo, ancora, non ho imparato a fare.
      sai, il diverso spaventa anche me. la paura è un sentimento che ci protegge, e non tutti sono in grado di affrontarla e superarla. se non avessimo paura di nulla sarebbe un bel problema. forse hai ragione te, non c’è bisogno di vivere di stenti per sospettare del diverso. anzi, forse si hanno più cose da perdere (e quindi più paura, più sospetto, più diffidenza) quando si ha di più quindi si rischia di perdere di più. vorrei soltanto che qualcuno, con un po’ più di saggezza e onestà, provasse a farmi(ci) affrontare le paure, e metterle da parte per un po’ prima di giungere a conclusioni affrettate.

  2. gattolibero ha detto:

    “Come se fosse facile parlare di cultura quando non si ha il culo parato”, ecco la frase da stampare e da affiggere ai muri di tutta Italia. Ci si può occupare di tutte le questioni con il dovuto distacco solo quando si ha il culo ben parato, quando le cose basilari sono state soddisfatte. In Italia non si ha nemmeno più la garanzia di questo.

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