Una barca nel bosco

Mi si lamenta che io la nave l’ho abbandonata. E’ vero. Io non ero il capitano, ero l’ultimo dei mozzi, e non ce la facevo più a stare a marcire al porto. Mi annoiavo. Sempre le solite cose, sempre i soliti discorsi. Tutti che mi dicevano “io non farò molto per cambiare questo Paese, però…”  e io che mi stancavo di ascoltare già prima del “però”.

Perché non fai molto per cambiare questo Paese? Te lo dico io, perché ho provato anche io quello che provi tu adesso: ti guardi intorno, e ti senti costantemente un coglione che sta facendo uno sforzo immane per cambiare questo Paese mentre gli altri se la spassano e se la godono. E allora pensi, ma a me chi me lo fa fare? Ma chissenefrega!
Così non ti accorgi che piano piano, diventi come chi non fa nulla per cambiare questo Paese, e anche tu alimenti un circolo vizioso anziché virtuoso. Hai provato a ribaltare il tuo ragionamento caro amico? Ad esempio, “e se io, anziché prendere esempio dagli altri, fossi esempio per gli altri, a fare di più, a farlo meglio, a fare qualcosa per cambiare questo Paese?” Pensaci.

Nel frattempo hai ragione a dire che sono scappato, mi sono tuffato. Eravamo ancorati al porto, nessuno mi aiutava a tirare su l’àncora e partire, tutti se ne fregavano, o quasi. Allora mi sono deciso, e mi sono buttato in mare aperto.

Però non mi si dica che è più coraggioso rimanere sulla nave. Chi non parte, tutto sommato, non sta così male come dice. Credimi amico mio, nuotare nell’oceano da soli, è molto più rischioso e incosciente che farlo su una nave. Si è sempre in mezzo al mare alla ricerca della terraferma o almeno di un’altra nave che veleggi con il vento poppa; quando cala la notte si gela in acqua, e il mare in tempesta mi spaventa e mi fa bere tanta di quell’acqua che nemmeno ti immagini!

A volte vengo preso dallo sconforto, come se sapessi già che la mia è una partita persa, perché senza nave verrò mangiato prima o poi da un pesce più grosso di me, o sbranato da uno squalo bianco, il più temibile. Ho corso un grosso rischio, e come quelli che prendono un gommone per venire in Italia a trovar fortuna, spero di essere “pescato” da un’altra nave con le vele al vento.

Eppure non mi pento ancora del giorno in cui mi tuffai. Quando sono di notte, in mezzo al mare, alzo gli occhi al cielo e vedo delle stelle diverse da quelle che conoscevo, e mi emoziono ancora. E di giorno, quando sono in difficoltà, a volte vengo soccorso da un branco di delfini, che mi fanno attaccare sulle loro pinne per farmi riposare un poco. E poi ascolto il canto delle orche in lontananza, e a volte mi trastullo con un branco di pinguini. Mi nutro di nuovi pesci, e vedo cose che non conoscevo ma che esistono, che sono reali, che tu nemmeno ti immagini e non crederesti mai alle storie che potrei raccontarti se ci rivedremo ancora ma io ho visto tutto con i miei occhi, questi qui vedi, gli stessi che hai anche tu: animali di ogni forma, colore e dimensione, che cambiano la mia prospettiva sul Mondo… non aver paura amico mio, alcuni sono innocui e solo con l’esperienza imparerai la lezione e ne saprai far tesoro. Imparerai a distinguere il bene dal male, anche dentro di te.

Io non mi stancherò di nuotare. Sento che mi fa bene. Il mio fiato migliora, le mie spalle si stanno ingrossando, i miei muscoli si stanno rafforzando, sto crescendo. Sulla nave, in porto, mi sentivo un rammollito. Come fai a resistere ancora? Se non senti la forza di tuffarti anche tu, almeno fai tutto quello che puoi per scuotere l’equipaggio, incitali a partire! Hai ragione quando dici che io forse non ho fatto abbastanza, non ho provato a convincere tutti che la cosa giusta da fare è partire. Ma tu che mi conosci fin da piccolo, ti ricorderai che ero sempre impaziente, pronto a fare, a mordere questa vita. Ero curioso, e più di una volta l’abbiamo rischiata grossa, insieme.

Un giorno, mentre nuoto, tra tutte le navi che incontrerò, spero di riuscire a ritrovare la mia nave, tirata a lucido, nuova di zecca, con tante persone sopra, amici e parenti, tutti indaffarati nella corsa verso la vittoria che la vita ci impone. Io non vorrei stare su un’altra nave, ma se la vita mi imporrà questa scelta, allora ti prometto che sarà un concorrente leale e onesto. E che vinca il migliore!

Io continuo ad alimentare il mio sogno, perché mi fa sentire meno stanco e meno solo qua in mezzo al mare, e anche se quel giorno non arriverà mai non mi pentirò di quel giorno in cui mi tuffai!

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