Archivio mensile:maggio 2014

Celebriamo

Stamattina mi sono alzato tardi. Ho finito di vedere Angels in America per la prima volta. Mi sono incamminato per le strade del mio quartiere verso il centro. Anche se è autunno, a volte ci sono trenta gradi a Sydney. Oggi era uno di quei giorni. In cielo non c’era una nuvola, e potevo vedere la luce filtrare tra i giardini lussureggianti delle case coloniali. La luce, così come il colore, era tangibile, la potevo toccare.

A metà strada, mi sono imbattuto in un piccolo bar gestito da un ragazzo che una volta, tanto tempo fa, ha lavorato con me. Solo una volta, una domenica. La coincidenza vuole che il suo nome sia Domenico. Da quella volta è passato tanto tempo. A me non sembra che sia successo molto, certo alcune cose son successe, ma per lo più mi sembra di aver osservato la vita scorrere veloce intorno a me, sempre così stupito dal Mondo, dalle sue dinamiche, dalle cadute e dalle rivincite, dalle sue contraddizioni, dalla tragedia che una cosa così bella come la vita porta con se.

Lui sei mesi fa ha aperto un locale di cui è orgogliosissimo, e tre mesi fa ha avuto una bambina dalla sua ragazza russa, con cui stava già insieme prima di venire in Australia, e che sicuramente, di questo ne sono convinto, si prende cura tutti i giorni solo come un italiano saprebbe fare con la sua famiglia.

La vita di Domenico è come quella di tante altre persone. Forse è più dura e meno affascinante. Forse non affrescherà mai la cappella Sistina, ma porta con se quella scintilla di follia che lo spinge ad affermarsi, ad esprimere ed accrescere la sua volontà. Quella cosa che lo rende così umano. Oggi scrivo per celebrare tutti quelli come lui.

Dove sta il segreto della vita? Cosa ci rende vivi? Sta forse nelle mani di chi segue le proprie passioni? Io non so come le passioni nascono nelle persone, ma ci sono dei momenti in cui queste persone le riconosci, hanno dentro la vita, si lasciano trasportare dalle proprie passioni anche se le prosciugano, succhiano vita per restituircela in altre forme di cui noi possiamo goderne. Senza queste persone il Mondo mancherebbero quei momenti in cui ci sentiamo “tutti sulla stessa barca”, in cui proviamo empatia uno per l’altro, proviamo piacere per le piccole grandi cose.

Io sono solo uno spettatore. È un ruolo che mi sono scelto ed è un ruolo che mi piace. Sono solo la voce narrante di una storia, che cerca di dipanare il filo di una matassa. Forse non sarà sempre così, ma per ora è come stanno le cose. Del resto ogni spettacolo ha bisogno del suo pubblico. E non c’è spettacolo migliore a cui assistere se non quello della vita. Io non sono tra quelle persone. Io le riconosco soltanto, e non posso far altro che ammirarle e celebrare ogni giorno.

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