Risvegli

Infinity – apri il link prima di continuare a leggere (e alza il volume). 

E poi ci sono dei giorni in cui ti svegli mentro fuori piove. Ti immagini la piazzetta sotto casa tua con le gradinate umide e le persone con l’ombrello che l’attraversano. Ti immagini gli alberi, il rumore delle foglie picchiettate dall’acqua. Yoko Ono, il tuo senza tetto preferito, è ancora lì all’angolo, riparata, ancora devi rivolgergli la parola. Aspetterai un giorno d’estate. Troverai il coraggio di farlo. 

Le attività sono già aperte da un po’. Il supermercato biologico sotto casa, il pescivendolo, il chiosco delle informazioni, la clinica dentistica. Ce ne sono delle altre. Anche i sexy shop della via parallela saranno già aperte. E i pub, i caffè. Vedi tutto scorrere come il sangue nelle vene, senza soluzione di continuità, come la vita, sai soltanto che è una cosa bellissima.
Pensi, tutto sommato, non importa dove sei, qui, in Italia, in Germania, in Giappone, in Spagna, in Sud America, ovunque tu sia non è poi così diverso. Ogni cultura ha i suoi riti, le sue tradizioni, le sue routine quotidiane. Provale un po’, scegline una, quella che preferisci, e vivila. Noi iniziamo la colazione con il latte ed i biscotti, qua mi sono abituato a cucinarmi due uova col bacon. Sembra così diverso, ma se ci pensi non lo è, è solo cibo, è solo tradizione, tutto ruota intorno a quello che possiamo chiamare felicità. Scegli un posto, o magari non lo scegli perché non decidiamo dove nascere, non decidiamo nemmeno dove morire, ma non siamo alberi con radici attaccate alla terra, possiamo scegliere dove vivere. Avrà un prezzo, delle rinunce, dei sacrifici, delle soddisfazioni. Cosa ti rende così felice questa mattina?

Un pioggia fitta fitta continua a scendere. Ti fa sembrare l’appartamento in cui vivi un castello. Sbatte sulle finestre dalle rifiniture bianche, in stile coloniale. Apri gli occhi appena un po’, una luce tenue filtra oltre le nuvole dentro la tua stanza. Senti i soliti due uccelli che si posano sul tuo davanzale, a spulciare nei vasi di rosmarino, salvia, basilico e menta. Sono gli stessi che avevi a Milano. Sorridi. Il letto è ancora caldo. Sei nudo. Come tutte le sere, ti sei spogliato prima di andare a dormire. E’ da un po’ che dormi nudo tutte le sere, durante tutte le stagioni. Passi otto ore della tua giornata condividendo lo stesso letto, corpo a corpo, pelle contro pelle. Ancora una volta, è una sensazione bellissima. 

Ti sembra di conoscere ogni angolo del suo corpo, eppure ogni volta è una nuova scoperta, c’è sempre qualcosa che ti sembra di non aver notato la volta prima. A te non sembra di essere cambiato, eppure se ci pensi condividi lo stesso letto da quasi due anni. Non c’è altro che riesca ad appagarti di più. Ti senti parte del vortice, del sole che sorge ogni giorno e che tramonta ogni sera (e che dai per scontato), delle linee della metropolitana che partiranno anche questa mattina, dei progetti non realizzati, delle vacanze dell’ultimo minuto, dei momenti di tristezza e di quelli di gioia. Tutto ti sembra più equilibrato, più vicino a ciò che intendiamo quando diciamo voglio vivere la vita. Non vedi l’ora che sia di nuovo sera, e speri che il giorno dopo piova ancora. Non riesci a smetterci di pensare: è una sensazione bellissima. 

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